MANI VISIBILI

Le MANI VISIBILI è un progetto dell’associazione che mira a raccogliere e diffondere brevi contributi video con i quali economisti, storici e giuristi sono chiamati a proporre la loro prospettiva sulle istituzioni del mondo reale, essenziali per il funzionamento dei mercati. Le mani visibili sono i mezzi mobilitati da agenti pubblici o privati, istituzionali o personali, per la realizzazione dei propri fini. I movimenti delle mani visibili sono il cuore della storia degli stati e dei mercati. Con questa iniziativa, l’Associazione continua l’impegno di Marcello De Cecco nella promozione e diffusione della conoscenza come fattore di crescita civile.

LE GIORNATE DI ECONOMIAMARCELLO DE CECCO 2018

Giorno #1 Venerdì 28 settembre 2018

in collaborazione con → RETHINKING ECONOMICS ITALIA

Lorenzo Cresti

La politica industriale, dopo decenni di rifiuto ideologico, sembra essere tornata al centro del dibattito, sia accademico che politico. Tuttavia, si tratta di un ritorno guidato dalle teorie convenzionali che ignorano l’importanza del manifatturiero, del cambiamento strutturale e di spiegare come effettivamente avviene il progresso tecnico.

Gabriele Guzzi

La crescita dei mercati finanziari avvenuta negli ultimi 30 anni è stata favorita da diversi fattori, tra cui una politica monetaria accomodante e la deregolamentazione del mercato creditizio. Questa crescita però ha avuto drastiche conseguenze sull’uguaglianza e sulla crescita reale dei paesi avanzati, aumentando le disparità socio-economiche.

Giuseppe Simone

Il processo innovativo si situa in un contesto istituzionale che ne influenza le peculiarità. In particolare, una breve analisi della situazione italiana, evidenzia che le imprese italiane sono incapaci a sviluppare relazioni cooperative su progetti innovativi ad alto valore aggiunto.

Giorno #2 Sabato 29 settembre 2018

Roberto Artoni

Marcello de Cecco ha dato importanti contributi alla storia economica del periodo chiave che va dal 1890 al 1914. In questo intervento si riprendono in modo sintetico, e con un implicito riferimento alle problematiche attuali, i temi dell’assetto monetario internazionale, della dinamica del debito pubblico in periodo di recessione e della definizione di un modello di sviluppo applicabile ad un paese come l’Italia.

Salvatore Biasco

L’intervento segue l’aumento dei tassi di interesse dopo l’accordo di governo. Fa vedere quanto fosse dannosa per vari settori dell’economia anche quella che sembrava essere una fiammata temporanea. Col varo della finanziaria non è più solo una fiammata. Lo scopo dell’analisi è di cogliere, su piccola scala, le sequenze che si potrebbero avere, su scala parossistica, se si uscisse dall’euro. Anche in quel caso, il livello cui si porterebbero i tassi di interesse è il perno su cui ruotano le conseguenze. Se ne fa una stima e si segue l’incontrollabile dinamica che farebbe seguito.

Marcello Luberti

Vengono date definizioni macroeconomica e microeconomica di crisi bancaria. Si effettua un confronto tra la Crisi Bancaria negli USA e le crisi di alcune banche in Italia nel periodo 2013-17. Ci si sofferma sulle cause esogene e endogene, in generale, delle crisi. Cenni sulla gestione delle crisi nel passato. Alcuni spunti sulle crisi bancarie dopo l’entrata in vigore della BRRD.

Ignazio Visco

Dopo aver ricordato che il Premio Marcello De Cecco per il 2018 è assegnato a un lavoro che coniuga storia e attualità per mostrare la rilevanza del malcontento nei confronti dell’immigrazione nel determinare il risultato del referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, l’intervento discute i grandi cambiamenti di questi anni: ossia, oltre all’immigrazione e ai fattori demografici, quelli relativi alla globalizzazione e al progresso tecnologico. Ne esamina i successi in termini di forte riduzione della povertà assoluta e i fallimenti collegati soprattutto al fatto che “il dividendo della pace” connesso con la fine della Guerra Fredda non è stato equamente distribuito. Questi sviluppi, che generano diffuse preoccupazioni per il futuro, non possono essere compiutamente analizzati solo nell’ambito di modelli economici astratti, ma va considerato il ruolo dei fattori sociali e politici, quali i rapporti tra lavoro, impresa, Stato e mercati. Ai mercati, in particolare, il nostro paese si rivolge per collocare, ogni anno, titoli per circa 400 miliardi. Se da un lato è evidente per l’Italia la necessità di sostenere la crescita dell’occupazione e delle imprese, anche mediante investimenti pubblici e privati e favorendo l’innovazione, è altrettanto evidente l’importanza di avere una strategia credibile di riduzione del nostro elevato debito pubblico.

Max Viskanic

L’impatto dell’immigrazione sulla Brexit è ambiguo: l’immigrazione recente ha contribuito al voto in favore della Brexit, ma in modo non determinante per l’esito del voto, mentre l’immigrazione storica ha contribuito al voto contrario alla Brexit.

Giorno #3 Domenica 30 settembre 2018

Fabrizio Barca

La rilevanza dei problemi economici è decisiva per la stessa nascita del diritto. Quando gli interessi economici mutano, il diritto tende inevitabilmente a cambiare. La rilevanza degli interessi globali su quelli nazionali ha portato alle regole di austerità, alla riduzione dei vincoli normativi sui mercati finanziari e i mercati del lavoro, alla cessione di potere delle assemblee legislative a favore di organismi tecnici non eletti. L’attuale populismo, la sfiducia dei cittadini nei confronti delle classi dirigenti, nasce dalla difficoltà di conciliare i diritti nazionali e le dinamiche economiche globali.

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